Il Marziano di Palazzo Chigi.

28 febbraio 2012 § Lascia un commento

Da qualche mese penso che siamo governati da un marziano. Si, insomma da uno che proprio l’Italia non sa cosa sia.  Non chiediamogli troppo,  è stato anni negli USA, poi alla Commissione Europea, dopo avere studiato alla Bocconi. L’Università da cui sono usciti gli economisti che stanno facendo fallire mezzo mondo, a partire dall’Europa.  Insomma, un po’ di manager che hanno fatto dei corsi americani di autostima e son sicuri di non sbagliare mai  ma  che sarebbero da mandare a zappare, come dice poco elegantemente il collega Valenzise quando parla degli alunni un po’ zotici.   O da denunciare per procurato danno, sciagura economica e disastro ferroviario. Eppure, le iscrizioni alla Bocconi sono in aumento, si fa la fila, lì si diventa competitivi e poi dopo, quasi sempre si trova un posto.  Fisso, s’intende, in una ventina di consigli d’amministrazione pubblici e privati, bella vita, magari vai pure a puttane con  Strauss Khan, tanto poi se l’azienda fallisce si licenziano gli operai e se ne apre un’altra.

 Ora il marziano si occupa di scuole cattoliche. Che notoriamente non pagano l’IMU e magari nemmeno altre tasse, ma forse le dovranno pagare, anzi no, chi ci capisce qualcosa? Insomma, plana in una commissione del Senato e dice che queste scuole non pagheranno l’IMU se rispettano la contrattazione collettiva, se accolgono i disabili, se svolgono i programmi nazionali e non discriminano nessuno. Probabilmente, aver visto i dintorni di Caserta solo con Google map  impedisce al marziano di sapere che in quella provincia, regno delle scuole private, gli insegnanti sono pagati 250 euro al mese, ma solo se fanno la spesa e se preparano  il sugo  per la pasta al preside, intanto che torna a casa.  Chiaramente, poi firmano una busta paga regolare, proprio come quella dei colleghi del pubblico, che non è granché, ma di certo è meglio. E chi parla di contrattazione collettiva in quelle   scuole? Su cosa si contratta? Sulla qualità del sugo ? E se a Caserta si piange, altrove non si ride.

E i disabili? Ma lo sa il marziano che l’80´% delle scuole private non è a norma e che un ragazzo in carrozzina mai ci potrà entrare? Cosi si scriverà sulla carta dei servizi “scuola aperta ai diversamente abili” e poi tanto chi arriva in classe? Meglio andare alla scuola pubblica dove almeno c’è uno scivolo  e un ascensore. E come tratteranno queste scuole un alunno che chiede l’ora alternativa alla religione? Sarà garantita, come da programmi, o gli chiederanno di pentirsi con quaranta Ave Maria?   Ma si sa, i marziani conoscono poco l’Italia. La vedono da lassù e capiscono poco di questo strano  stivale  che prende a calci un pallone triangolare. Come l’amico del marziano, il ministro dell’Istruzione che ha lanciato l’idea di fare un concorso per gli insegnanti. Poi ha scoperto che ne arriverebbero  trecentomila per venti posti. Valeva la pena di affittare tre volte lo Stadio Olimpico perché venti persone conducessero la monotona vita dell’ insegnante di ruolo? Meglio la gioia di fare il sugo per il preside, anzi Dirigente Scolastico: amatriciana, arrabbiata, puttanesca, mari e Monti….si cambia tutti i giorni.

L’Invalsi fa bene

26 giugno 2011 § 1 Commento

 anteo crocioni

Invalsi è proprio un bel nome. Fa molto Carosello pubblicitario. Mi fa venire in mente le pasticche e le caramelle alla menta ed eucalipto, dolci e balsamiche, che fanno bene alla gola. “Scusa, ho un po’ di raucedine, mi daresti un’Invalsi?”. Ma potrebbe anche essere, più seriamente, un ansiolitico registrato al SSN, oppure un calmante per il mal di testa. Insomma, con un’Invalsi, si sta meglio. « Leggi il seguito di questo articolo »